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Storia

È abbastanza curioso pensare che il più tipico e il più amato piatto giapponese è probabilmente importato dalla Cina.

Nel IV secolo AC era originariamente un modo per conservare il pesce crudo salato fra strati di riso cotto e una pietra per eliminare l’aria, in questo modo il pesce poteva conservarsi molto a lungo, mentre il riso veniva gettato via perché immangiabile.

Solo più tardi si aggiunse l’uso dell’alga nori con il compito di tenere le dita pulite, e ancora dopo si aggiunse al pesce appena preparato del riso cotto e condito con aceto di riso che ricordava il sapore acidulo della tradizione. A partire dal XIX secolo, il sushi si è rapidamente evoluto arrivando a diventare quella piccola prelibata delizia che si è affermata in tutto il mondo.

La diffusione del sushi “tradizionale” è andata parallelamente alla elaborazione di contaminazioni e fusioni di ingredienti che hanno fatto del sushi una dei simboli della cultura fusion.

Nonostante tutto il sushi resta un’arte e il sushiman, ovvero l’Itamae, trova la sua massima espressione in ogni sua creazione che spesso si impone oltre la moda o il territorio diventando un nuovo capitolo della storia del sushi, come ad esempio il famoso “California roll”.